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Domani, sabato 12 settembre, la CBF Balducci HR sarà protagonista al PalaBarton di Perugia (ore 17) nel primo allenamento congiunto della stagione con la Bartoccini +energia che prenderà parte al prossimo campionato di LVF A2 Fineco, un primo test sul campo che permetterà a coach Valerio Lionetti e al suo staff di verificare i primi progressi dopo le settimane iniziali di preparazione. Un appuntamento utile soprattutto per iniziare a mettere in pratica il lavoro svolto finora, mentre il gruppo prosegue il percorso di avvicinamento al debutto in campionato di LVF A1 Fineco, con 12 atlete su 13 a disposizione. Unica assente giustificata la centrale Bianca Farriol, impegnata con la sua Argentina al Campionato Sudamericano: dopo le prime tre giornate, tre vittorie su tre per la Nazionale albiceleste che sabato e domenica giocherà le ultime due sfide con Venezuela e Brasile.
Dopo il rientro dagli impegni con la nazionale svedese, conclusi con il quarto di finale agli Europei, il preparatore atletico Gabriele Rudi da lunedì scorso ha ritrovato la squadra e lo staff per affrontare il suo quarto anno a Macerata.
“Ho trovato un buon gruppo, un gruppo che ha voglia di lavorare – dice Rudi – Devo ringraziare e voglio sottolineare il lavoro fatto dai miei assistenti Manuel Roda e Rebecca Longhi che, in mia assenza, hanno fatto un ottimo lavoro. Stiamo lavorando tanto, ovviamente perché il focus in questo periodo dell'anno è prettamente fisico. Anche con lo staff stiamo cercando di mettere insieme il lavoro mio e quello tecnico in campo, così da arrivare sempre più pronti all'inizio del campionato. Siamo partiti con un focus maggiore e con un numero maggiore di sedute, passando dalle quattro iniziali all'attuale organizzazione di due più una più una seduta, che sarà poi quella che utilizzeremo durante tutto l'anno”.
“Il focus si sta spostando sempre più – dice il preparatore atletico arancionero scendendo sui dettagli più tecnici – sulla costruzione della forza, per poi arrivare il più pronti possibile all'inizio del campionato. Abbiamo un inizio non semplice, perché le prime tre partite sono contro avversarie oggettivamente molto forti. Dal mio punto di vista posso dire che ho forse un paio di settimane in più per pensare a una periodizzazione differente e arrivare poi alle partite che, in maniera oggettiva e razionale, dovremmo andare a combatterci”. La preparazione ha visto anche un'importante fase di valutazione attraverso test e nuovi strumenti a disposizione dello staff: “Abbiamo fatto numerosi test, anche con nuovi dispositivi che ci hanno dato un quadro generale, sia a me sia ai fisioterapisti, in maniera un po' più oggettiva su come stanno le ragazze. In base a quello abbiamo poi impostato i lavori durante questa prima parte di preparazione atletica”.
“Non vedevo l'ora di tornare a lavorare con Valerio e con lo staff – prosegue Gabriele Rudi – Siamo molto affiatati e sono contento, ho trovato un ambiente veramente propositivo. Anche per quanto riguarda il nuovo ingresso di Alberto Naddeo, si è creato subito un bel gruppo. Non vedevo l'ora di tornare alla CBF Balducci HR Macerata che, come dico sempre, per me è un posto speciale. Sono carico e pronto per tutto quello che verrà. È il quarto anno e sono molto contento”.
Alle spalle, Rudi porta con sé un'estate particolarmente intensa vissuta con la Nazionale svedese. “Dal punto di vista umano è stata un'esperienza incredibile – racconta Rudi - lunga e impegnativa. È stata la mia prima volta con una Nazionale seniores, quindi è stata molto formativa. Ho lavorato con delle atlete pazzesche, con una cultura del lavoro importante. Avevo uno staff prettamente italiano, un secondo allenatore ungherese e ragazzi svedesi, quindi c'era un mix di culture e di ideologie diverse. Per quanto riguarda il mio ambito è stato veramente bello, perché ho trovato un gruppo di ragazze sempre col sorriso, sempre disponibili, sempre pronte a lavorare e che mi hanno accettato fin da subito. C'è una grossa differenza rispetto al lavoro che sto facendo nel club. Quando si arriva alle competizioni ci sono tante partite ravvicinate, anche una partita un giorno dopo l'altro. La gestione dei carichi di lavoro, sia in campo che in sala pesi, è completamente diversa rispetto a quello che stiamo facendo qui. Abbiamo lavorato un po’ di più sulla componente neuromuscolare, con volumi sicuramente molto più bassi, ma con intensità alte e con una velocità alta di movimento e di esecuzione in sala pesi”.
L'avventura con la Svezia si è chiusa con risultati importanti, dalla vittoria della European League al percorso all’Europeo concluso ai quarti di finale. “A livello umano è stata una grossa emozione – prosegue il preparatore arancionero - Non avevamo aspettative, abbiamo fatto il meglio che siamo riusciti a fare e siamo riusciti a portare a casa una medaglia all’European League, che è una cosa comunque importantissima per una nazionale come la Svezia. Abbiamo poi penso fatto un'ottima figura a livello europeo, perché ce la siamo combattuta con tutti, anche contro l'Italia. Quando abbiamo giocato a Göteborg, in Svezia, davanti al pubblico di casa con 9.000 persone, è stata un'emozione unica. Mi ricordo bene le partite contro la Slovacchia e contro la Croazia, che abbiamo vinto al tie-break dopo una vera battaglia. Vincere davanti al pubblico, davanti a così tanta gente che fa il tifo per te, è stato fantastico. Anche con lo staff mi sono trovato molto bene. È stata un'esperienza davvero bella e molto positiva”.

